San Trovaso nella storia

Posizionamento geografico & presentazione

Il toponimo non è altro che la storpiatura dei nomi dei patroni del paese, i Santi Martiri Gervasio e Protasio. Un caso non unico, visto che a San Trovaso è dedicata anche una nota chiesa di Venezia, un Rio ed uno squero; quest’ultimo famoso per essere rimasto l’ultimo ancora in funzione. Si ipotizza che, ovviamente, il toponimo sia di derivazione veneziana e che successivamente sia stato portato in terraferma (ndr).
San Trovaso ha un’altitudine di 13m sul livello del mare, è attraversata per tutta la sua lunghezza da sud-ovest a sud-est dallo scolo Bigonzo che serpeggiando attraversa gli appezzamenti agricoli ed alcune via del paese (Via Mestre e Via Cimitero). Conta 5.120 abitanti[1], è situata a nord-ovest del capoluogo comunale e si sviluppa prevalentemente lungo via Franchetti sino all'incrocio con il Terraglio, le sue vie più antiche sono le attuali Via Cimitero, Via Bassa (un tempo comprendeva l'attuale Via Berto), Via dei Giuriati e Via Mestre. È praticamente contigua a Frescada e difatti l'ISTAT conteggia gli abitanti delle due frazioni come un unico centro. Confina a ovest con Settecomuni, a sud con il capoluogo, a sud-est con Le Grazie ed a nord/nord-est con Frescada.
Cuore del paese è piazza Armando Diaz, dove si affacciano le due chiese, l'oratorio e la canonica (edificata circa negli anni 70 sul luogo della vecchia), le scuole elementare e primaria. Il 5 ottobre 2008 è stata attivata la stazione ferroviaria di San Trovaso sulla linea Venezia - Udine, rendendo possibile raggiungere il paese agevolmente anche in treno.

Origini

San Trovaso ha origini molto antiche, inizialmente si trattava di un piccolo borgo a vocazione rurale. Viene citato già in documenti del XII secolo secondo i quali il Papa Alessandro III conferma una donazione di terre nella quale si fa riferimento anche alla chiesa di Sant’Ervaso (forma contratta di San Gervasio). 
Nel 1334, secondo Agnoletti, San Trovaso conta 250 abitanti. Il territorio nel 1300 è pressoché boschivo, nei boschi vi trovano riparo i lupi ed i briganti ed essendo già presente una via principale (il “Terrayum”) che collega Treviso a Mestre e su cui viaggiano i commercianti, i pellegrini e le truppe, verrà dato ordine agli abitanti di Preganzuolo di disboscarne i lati per maggiore sicurezza nei viaggi.
Nel 1467, sotto il dominio della Serenissima e con le pestilenze che decimano la popolazione, San Trovaso conta appena 100 abitanti; i secoli a venire saranno per lo più tranquilli; verso la fine della Serenissima, nel 1775, a San Trovaso verrà rinnovata la chiesa.
Con l’occupazione Austriaca e Francese l’assetto amministrativo del territorio verrà mutato: nel 1807 San Trovaso verrà costituito a Comune (assieme a Preganziol e Sambughè), ma già dall’anno dopo, essendo troppo piccoli, saranno accorpati al Comune di Treviso (dal 1808 al 1816). 
Solamente dal 1816 San Trovaso viene inglobato nella Municipalità di Preganziol, la parrocchia comprende anche le vicine frazioni di Le Grazie e Settecomuni, per quanto riguarda quest'ultima, il suo territorio era un tempo spartito tra i sette comuni di Sant' Angelo di Ghirada, San Trovaso, Preganziol, Sambughè, Zero, San Vitale e Canizzano. La località Le Grazie, invece, si riferisce al Santuario mariano (Santa Maria delle Grazie) risalente al Seicento dove accoglie i resti di Isabella Teotochi Albrizzi.

Monumenti & luoghi di interesse

Fra i monumenti ed i luoghi d'interesse di San Trovaso quello di maggior pregio è sicuramente Villa Albrizzi Franchetti, edificio di fine Seicento che sorge lungo il Terraglio: il corpo centrale fu innalzato tra il 1680 ed il 1700, la Barchessa sud invece fu costruita nel 1710 mentre la Barchessa nord nel 1720, entrambe attribuite all’architetto Pagnossin. Proprietaria fu Isabella Teotochi Albrizzi, che vi teneva un attivo centro culturale: tra gli altri, furono suoi ospiti Ugo Foscolo, che qui trovò ispirazione per comporre il suo Dei sepolcri, Antonio Canova e Ippolito Pindemonte. Sarà poi acquistata il 19 maggio 1873 dal barone Raimondo Franchetti che ne eseguì interventi migliorativi ed ampliamenti molto probabilmente opera dell'architetto Meduna; fece inoltre ampliare ed abbellire il parco. In questo luogo vi crescero i suoi figli: Alberto (noto compositore), Giorgio ed Edoardo. Da Alberto nacquero i figli Raimondo (famoso esploratore dell'epoca) e Guido.

 

In Piazza Diaz troviamo un altro simbolo della frazione, il monumento ai Caduti, esso risale ai primi del 1900: fu infatti commissionato allo scultore trevigiano Silvio Rossetto (1868-1925) nel 1921 ed inaugurato il 24 settembre 1922 dall'allora amministrazione fascista di Preganziol. La statua è in marmo bianco e raffigura un soldato privo di vestiti (la nudità del soldato creò non poche polemiche fra il clero locale e l'amministrazione, arrivando addirittura alla sua parziale distruzione ad opera di ignoti nell'ottobre 1952) rappresentato nelle posture come un eroe antico della classicità. Essa è rivolta in direzione del Monte Grappa e stringe con una mano la bandiera e alza con l'altra un pugnale, probabilmente ad indicare il coraggio con cui venne difesa la Patria. La scultura in origine poggiava su un basamento di granito collocato sopra un cumulo di rocce carsiche in cui vi erano conficcate alcune bombarde donate dal Ministero della guerra, il tutto racchiuso da una magnifica recinzione in ferro, negli anni novanta però il basamento originale venne rimosso e sostituito da quello attuale, di forma cubica ricoperto di lastre di marmo bianco e allo stesso modo la lapide trapezoidale con i nominativi dei caduti nella prima guerra mondiale fu sostituita da una seconda che accoglie anche i nomi dei militari e dei civili vittime del secondo conflitto. Sulla lapide sono stati inseriti in corrispondenza di alcuni nominativi anche i ritratti fotografici in vetroceramica fra i quali spicca il nome dell'esploratore italiano Raimondo Franchetti (1889-1935) che trascorse gran parte della sua vita proprio a San Trovaso dove risiedeva nella splendida villa che prende il suo nome. 

 

Sempre in Piazza Diaz troviamo la vecchia chiesa parrocchiale, menzionata già in un documento del 1146 con cui il vescovo di Treviso la donava ai paesani. Fu ampliata nel 1530 e nel 1792 (in questa occasione furono forse aggiunti i due angeli in marmo dell'altare e un organo). Attraversò un grave stato di degrado culminato con il crollo del soffitto, risolto nel 1996, anno in cui si concluse un radicale restauro. Di Gian Battista Carrer è la Vergine del Rosario, tela del 1833 che orna uno degli altari laterali, e la tela del soffitto, il Martirio dei Santi andata perduta in seguito al crollo del tetto del 1989. A Girolamo da Santacroce è attribuita la pala dell'altar maggiore raffigurante i Santi Gervasio e Protasio, mentre il tabernacolo è del Marchiori. 

L'organo è un Bazzani del 1843 a trasmissione meccanica con un manuale e pedaliera a leggio, donato alla parrocchia dai conti Albrizzi. Lo strumento infatti proviene da un Oratorio della villa Teotochi-Albrizzi (sul frontone della cassa si legge "ORGANA PRECIPUE IMPENSIS ET PIETATE ALEXANDRI ALBRIZI CONFECTA MDCCCXLIII"). Ha conservato la sua integrità nel corso degli anni ed è stato restaurato nel 2002 dalla casa organaria di Francesco Zanin. 

Accanto alla vecchia parrocchiale ritroviamo la nuova del 1981 ad opera dello Studio di ingegneria Pelliciari[2], (consacrata nel 1983) dalla forma moderna, creata con l'accostamento sapiente di materiali quali legno e cemento armato, dall'inconfondibile copertura lignea a tre vele ascendenti.

Conclusioni

Il paese ha vissuto prevalentemente di agricoltura e tutt'oggi è il paesaggio rurale a prevalere nel territorio con ampie coltivazioni di soia, di erbacee per l’alimentazione animale e del famoso radicchio di Treviso, oltre ad una minoranza di asparago e viticoltura.  
L'industria invece si basa su una piccola zona artigianale posta ad ovest del centro, precisamente in Via Taliercio. Il paese gode di una posizione strategica anche per quanto concerne il turismo: troviamo un hotel e numerosi B&B atti ad accogliere i turisti, spesso internazionali, che desiderano avere un buon punto di partenza per le escursioni, San Trovaso si trova infatti a metà fra le bellezze universalmente riconosciute di Venezia e la stupenda Treviso. Collegandosi agevolmente con il treno o in auto, ma potendo godere del comodo aereoporto Canova di Treviso per l’arrivo e la partenza.

Note e Bibliografia

[1] Riferimento ISTAT
[2] Allo Studio di Ingegneria Pelliciari sono attribuiti progetti e ricostruzioni di alto valore è infatti loro opera, ad esempio, la ricostruzione del Teatro La Fenice nel 2003 dopo il famoso incendio.

Portale Wikipedia.it

https://it.wikipedia.org/wiki/San_Trovaso

Sito internet Organidimarca.it

www.organidimarca.it

Sito internet Comune di Preganziol

https://www.comune.preganziol.tv.it

Vecchiato Dino e Sandro Remo Francescini 

Ai Settecomuni: storia, attualità e prospettive, 1996. 

E. Possamai 

La pieve dei Santi Gervasio e Protasio sul Terraglio, 2014. 

Girardi Dario

I Franchetti nella Marca Trevigiana - Il barone Raimondo nella Grande Guerra, 2016.